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 Il Mastino Napoletano

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MessaggioTitolo: Il Mastino Napoletano   Il Mastino Napoletano EmptyMar Ago 18, 2009 2:56 pm

Il Mastino Napoletano Mastino_Napoletano_Desktop


La prima testimonianza dell'esistenza di un molossoide in compagnia dell'uomo è un bassorilievo Assiro, antico di 2500 anni, che raffigura un cane di grossa mole con arti possenti e struttura leonina, con pelle che si raccoglie in pliche e pieghe sul collo e sulla testa; è tenuto da un uomo molto piccolo in materia dimensionale e porta in mano un bastone, che probabilmente vuole consapevolizzare lo spettatore riguardo al carattere dell'animale. Le prime notizie scritte riferibili alla razza sono da ricercare nelle citazioni del Canis Pugnax pesante, l'antico molosso romano impiegato nelle arene contro le belve, ma anche nella guardia alle ville di campagna. Una variante leggera veniva impiegata dalle legioni come cane da guerra, ma era un animale versatile, usato anche nella caccia alla grande selvaggina, nella conduzione delle mandrie e per la difesa personale. I romani ebbero grande importanza nella selezione della razza, incrociando i loro soggetti con i migliori molossi con i quali venivano a contatto durante le loro spedizioni, e quindi con i famosi Pugnaces Britanniae, importati dalla Britannia dai Celti e con i cani provenienti dalla Molossia, una provincia greca. All'inizio vennero impiegati nei combattimenti nelle arene e nei ludi venatorii, ma col passare dei secoli, il molosso italiano ha mantenuto il suo "posto di lavoro" al fianco di mandriani, carrettieri, cacciatori e anche briganti (celebri sono le sue rappresentazioni nei quadri settecenteschi di Bartolomeo Pinelli).

La razza si è così mantenuta - nelle due varianti - in forme rustiche, selezionata in base alla funzionalità nel lavoro, fino alla metà del XX secolo, quando il cinofilo Piero Scanziani fece conoscere, o meglio riscoprire, dalla cinofilia ufficiale, la tipologia "pesante", il mastino allevato principalmente nelle campagne napoletane e avellinesi.

Vale la pena di citare le parole con cui Scanziani ricorda il suo incontro con Guaglione, il capostipite dei libri genealogici del nostro mastino:
« Lo riconobbi all’istante: era uno dei cento che Paolo Emilio il Macedonico aveva portato in Roma al suo trionfo. Era il gran cane d’Epiro, figlio degli assiri, nipote dei tibetani, era il Molossus. Guaglione dall’alto dei suoi secoli, mi fissava imperturbabile, occhi non ostili e non gentili, sguardo che non dà e non chiede: rimira. Rimirava Arno, tenuto al mio guinzaglio. Arretrai ricordando D’Annunzio: molosso pronto ad azzannar senza latrato. Guaglione divenne patriarca. »

Un cucciolo di mastino napoletano

Inizialmente vennero mantenute le denominazioni "cane 'e presa", "molosso italiano", "cane mastino", "cane corso", poi attorno alla metà degli anni '60, venne stabilita (forse a seguito di pressioni da parte delle organizzazioni cinofile locali) la denominazione di "mastino napoletano".

La razza fu successivamente perfezionata dall'allevatore Mario Querci, con lo storico affisso di allevamento "di Ponzano", che riuscì a selezionare un tipo di cane che rispecchia l'odierno Mastino.

Oggi la razza in Italia e nel mondo è molto diffusa anche se, inevitabilmente, si tende a privilegiare una selezione impostata sull'esasperazione dei caratteri estetici, con una deriva verso l'ipertipo, pesante, linfatico, poco reattivo e funzionale.

I colori ammessi per il manto sono: fulvo, nero, lilla (ma noto a tutti come grigio) e tigrato.

Come tutti i cani di tipo molossoide,il mastino è a rischio di una serie di patologie congenite come la displasia del gomito,la displasia dell'anca,la rogna demodettica, e, più diffusa di tutte, la cosiddetta "torsione gastrica", alla quale si pone rimedio solitamente con un intervento chirurgico.

Comportamento e carattere

Carattere forte e leale, non ingiustificatamente aggressivo o mordace, difensore della proprietà e delle persone ha sempre un comportamento vigile, intelligente, nobile e maestoso.
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