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 Il Dobermann

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MessaggioTitolo: Il Dobermann   Il Dobermann EmptyMar Ago 18, 2009 1:27 pm

Il Dobermann Chinji_st


Il dobermann è una razza relativamente recente e le sue origini si attestano verso la fine del 1800 in Germania. La creazione di questa razza si attribuisce a tale Karl Friedrich Luis Dobermann -da cui la razza stessa prende il nome- che svolgeva l'attività di esattore delle tasse. Frequentatore di mostre canine dove venivano esposti animali selezionati per le loro qualità migliori (velocità, caccia, guardia) sentì l'esigenza di selezionare una razza dove spiccassero alcune qualità, come il coraggio e la resistenza, tali da fornirgli una "guardia del corpo" che lo accompagnasse nel lavoro.

Le razze utilizzate per la selezione del Dobermann sono varie e non si conoscono tutte con certezza. Sicuramente la base di partenza fu il Pincher, ma vennero poi introdotti probabilmente il pastore tedesco, il Weimaraner, il Pastore della Beauce, il Manchester black and tan terrier e il Griffone.

La razza dobermann venne ufficialmente riconosciuta nel 1898.

Durante la prima guerra mondiale, i dobermann vennero addestrati e impiegati nell'esercito tedesco per portare ordini al fronte, ricercare persone e per fare la guardia a prigionieri o depositi.

Contrariamente a come viene spesso descritto il dobermann è un cane pacifico e socievole. Affettuoso, attento, curioso, molto coraggioso, è spesso vittima di false leggende negative, come per esempio la crescita eccessiva del cervello con conseguente pazzia che deriverebbe dalla compressione dello stesso nella scatola cranica, che ne fanno una delle razze più discusse.

A sfatare il mito del "cervello che cresce più della scatola cranica" ovvero "del cranio che smette di crescere e schiaccia il cervello" è sufficiente la constatazione che la compressione della massa cerebrale, anche in misura minima, creerebbe evidenti problemi non solo a livello di umore e di carattere, ma anche a livello motorio e sensoriale. In altri termini, qualsiasi essere vivente dotato di encefalo racchiuso in scatola cranica, che si trovasse in tali condizioni, avrebbe progressive difficoltà nella deambulazione, nel controllo sfinterico, nell'orientamento e nell'equilibrio, oltre a evidenti deficit visivi, uditivi e sensoriali in genere, fino alla morte, dovuta al graduale e inarrestabile deterioramento cerebrale.[senza fonte]

Classificato come cane da difesa, presenta un ottimo livello di addestrabilità. Legatissimo alla famiglia nella quale vive, necessita di un costante contatto con il suo padrone. Dimostra grande delicatezza e attenzione verso i bambini. È un ottimo compagno di giochi, sempre allegro, molto paziente e tollerante. Naturalmente è indispensabile che i bambini vengano educati al rispetto del cane (ma questo vale per ogni tipo di animale) e che durante il gioco sia presente un adulto.

Cane di taglia media, costruzione "nel quadrato" (altezza al garrese=lunghezza del tronco), atletico e slanciato. Muscoloso ma complessivamente leggero, non deve mai dare l'impressione di pesantezza. Linea dorsale retta. Coda tradizionalmente amputata corta, se lasciata integra è sottile, di media lunghezza. Testa piccola, assi cranio-facciali paralleli, stop poco marcato, occhi piccoli, orecchie inserite in alto (tradizionalmente amputate in modo caratteristico, tale da mantenerle erette, se integre sono lunghe e pendenti), collo slanciato ed elegante. Il pelo è sempre raso e lucido. Il colore più comune è il nero focato, ma viene ammesso dallo standard anche il marrone focato; altri colori non riconosciuti dallo standard FCI sono il blu focato e l'isabella. Per quanto riguarda il manto blu, dal 1995 non è più accettato e non è stata più permessa la riproduzione agli individui di quel tipo in quanto si è scoperto che il gene che attribuiva il colore blu del manto era lo stesso che poi causava al cane una forma di alopecia (perdita del pelo e formazione di croste che possono arrivare a ricoprire per intero il cane).

Al dobermann, come ad altre razze di cane, la tradizione cinofila richiedeva che venissero amputate le orecchie, in maniera tale che restassero erette e a punta, e la coda, che veniva tagliata alla seconda vertebra. In questo modo il dobermann acquisiva un aspetto più "aggressivo". Il dobermann integro, non è più soggetto ad otiti come si crede, e la coda integra, difficilmente si può rompere, in quanto è spessa e ben protetta dal pelo. La questione della legittimità di tali pratiche continua a contrapporre lo schieramento dei tradizionalisti (che non vedono di buon occhio l'insolito aspetto del Dobermann "integro",ritenendo che con orecchie e coda "lunghe" la razza perda parte del suo fascino(secondo il 88% della popolazione italiana, è così[senza fonte]), oltre a creare problemi di allevamento, dato che, ovviamente, nella selezione non si erano mai prese in considerazione queste parti del corpo), e quello di coloro che ritengono invece inutili e crudeli tale pratica, la quale oltretutto priva il cane di strumenti importanti per la comunicazione con i suoi simili e con l'uomo stesso. Si deve aggiungere che autorevoli esperti, ultimamente hanno messo in dubbio quest'ultimo punto, chiarendo che i "messaggi" vengono trasmessi dalla base della coda e dall'attaccatura delle orecchie, e sono dunque leggibili anche in soggetti amputati.[senza fonte] Nei paesi in cui il Dobermann non è tagliato, la selezione ha portato a orecchie più piccole e meglio aderenti, code a scimitarra e cani nati naturalmente anuri o "natural bob tail". In Italia non possono partecipare alle esposizioni cinofile cani con la coda e le orecchie amputate in violazione all'Ordinanza Turco. In breve, i cani nati in Italia successivamente al 12.1.2007 (ordinanza Turco) dovranno essere giudicati con coda integra, fatta eccezione per i soggetti appartenenti alle razze con caudotomia prevista dallo standard FCI. I cani nati in Italia successivamente al 12.1.2007 dovranno essere giudicati con orecchie integre. L’esperto giudice deve comunque procedere alla valutazione ed al giudizio dei soggetti con orecchie e/o coda tagliate purché nati prima del 12.1.2007.

Anche se è raro in alcune particolari situazioni il dobermann è risultato aggressivo nei confronti degli umani, attaccando in situazioni in cui il cane si sentiva minacciato, o per difesa della proprietà. Molti fattori contribuiscono al comportamento del cane, ma molti di questi sembrano derivare dal comportamento dell'uomo stesso, e dall'uso che quest'ultimo vuole fare del cane; è quindi necessario ricercare quei comportamenti contraddittori che possono alterare la psiche del cane portandolo all'aggressività. Una buona socializzazione ed un proprietario coerente, che sappia impartire una ferma educazione, eliminano questo pericolo.
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